Amato Jazz Trio
 

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Amato Jazz Trio
Biografia
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Amato Jazz Trio

 

Elio Amato (Siracusa, 1961; pianoforte, trombone, flicorno, composizione); Alberto Amato (Canicattini Bagni, 1964; contrabbasso, composizione); Sergio Amato (Napoli, 1967 – Licata, 2003; batteria); Loris Amato (Siracusa, 1972; batteria) – colpisce al primo ascolto l’incredibile interplay raggiunto, a prescindere dalla lunga militanza familiare.

 

 

 

 

 

 

La qualità dei loro dischi nel corso del tempo si è posizionata su standard artistici elevati. L’essere mediterranei e siciliani è caratteristica essenziale e per nulla trascurabile che ne contraddistingue i lavori, che hanno un suono e una grammatica originali e riconoscibili già dal primo ascolto, soprattutto quando si tratta di loro composizioni.

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Insieme sono un’unica entità che fonde pensiero e azione.

La loro conoscenza dell’alfabeto jazz è perfetta così come lo è quella della musica classica.

L’Amato Jazz Trio prende forma nel 1979 in Sicilia, a Canicattini Bagni. I fratelli Elio, Alberto e Sergio suonano insieme sin da bambini. I primi anni d’attività si svolgono in ambito locale, ma dal 1985 al 1987 suonano in apertura per musicisti come Betty Carter, Muhual Richard Abrams e Wynton Marsalis. La svolta è nel 1988 quando vincono a Milano il concorso dedicato ai nuovi talenti, il Jazz Contest. Come premio hanno la possibilità di incidere il loro primo disco intitolato Jazz Contest 88. Il gruppo suona ovunque e nel 1990 pubblica il secondo disco intitolato Filly mood, che ottiene grandi riconoscimenti.

Elio-Sergio-e-Alberto

Segue Came the maiden bright, un disco importante perché al trio si affianca il sassofonista Sandro Satta, con il quale terranno diverse tournée. Nel 1994 pubblicano Evening star does shine, con Umberto Fiorentino alla chitarra. Il gruppo è ormai affermato e gli inviti ai festival non mancano. Intanto proseguono le pubblicazioni dei dischi con notevoli composizioni scritte di loro pugno. Tre anni dopo danno alle stampe, questa volta in quartetto con Rino Cirinnà al sax, l’album Anturium. Quest’ultimo lavoro dà loro un’enorme visibilità permettendogli di esibirsi nei jazz club e festival più importanti d’Italia. Nel 2001 registrano il disco più importante, intitolato Tristano. L’album, doppio, eseguito in trio, viene pubblicato nel 2004 ed è dedicato a Sergio Amato, scomparso prematuramente l’anno prima. Nello stesso anno nel referendum Top jazz di “Musica Jazz” l’Amato Jazz Trio si piazza ai primi posti come miglior formazione.

 

Nel 2005 il trio ritorna sulle scene, con il più piccolo della famiglia Amato, Loris, alla batteria, con un concerto per Radiotre Suite in cui festeggiano i venticinque anni di attività. Seguono una serie di concerti e ricevono il Siciljazz Award. Il gruppo riprende a pieno ritmo l’attività esibendosi nei festival più importanti. Time Pieces for Piano è il primo disco a cui partecipa Loris ed è pubblicato nel 2008 per la label Abeat.

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Il lavoro riceve consensi unanimi, così come quello seguente intitolato Well, in cui viene ancora una volta ribadita l’originalità di questa formazione e la capacità che i tre hanno di rinnovarsi attingendo con freschezza alle loro radici

Nello stesso solco degli ultimi dischi si colloca anche Gliss Man, un cd di notevole impatto e forza. Su di loro è stato anche girato un docufilm dal regista Giuseppe Di Bernardo, intitolato Amato Bros – Quando il jazz nasce in Sicilia. Singolarmente, nonostante l’attività principale si svolga con il trio, i fratelli Amato suonano e collaborano con importanti jazzisti italiani e stranieri, da Joe Lovano, a Mike Mainieri, Bob Berg e Paolo Fresu.

 

tratto da F. Caprera, Dizionario del jazz italiano, Feltrinelli 2014